Ragaingle’s Weblog











Il profumo fa tendenza e, da tempo, è già scoppiata la mania delle essenze. Molti colossi industriali scelgono la vaniglia e i toni agrumati del mandarino per le loro boutique nel mondo, catene alberghiere optano per gelsomino, fico e chiodo di garofano, mentre per aeroporti e ospedali, sono allo studio aromi rilassanti per tranquillizzare viaggiatori e pazienti. Nel settore del divertimento furoreggiano location di culto per veri modaioli, bar a parfums, luoghi ideali dove ci si ferma per “assaggiare” un profumo come se fosse un vino pregiato, o uno champagne, ovvero entri, ti siedi, ordini l’essenza preferita, magari impari anche a truccarti e trovi il profumo che è meglio per te, secondo i principi della olfatto-terapia, tutto in un ambiente chic e moderno, nel quale puoi anche giocare a decifrare i profumi. A Milano al Bar a Parfums Olfattorio di via Brera si ‘assaggiano’ oltre duecento diverse essenze che si possono portare a casa in un calice di cartone appositamente realizzato, oppure acquistare sul posto.L’idea è venuta a Giovanni Gaidano e Renata De Rossi, titolari di Cithera, ditta importatrice e distributrice in Italia di vari marchi. Qui si possono ordinare essenze per donna, ma anche per uomo e profumi per la casa, per trovare la fragranza che meglio si accosta al proprio spirito. Ad ogni profumo viene raccontata una storia, tra le fragranze ci sono Hammam Bouquet – profumo di Luchino Visconti e Franco Zeffirelli – Blenheim Bouquet, scelto da Winston Churchill, Pierce Brosnan ed Emanuele Filiberto di Savoia, Diptyque, profumiere parigino di Boulevard Saint Germain, dove acquistano candele profumate Karl Lagerfeld, Ines de la Fressange, Catherine Deneuve.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276956



La sparo grossa? Ebbene sì: resto dell’idea (finora espressa in privato) che il professor Galli della Loggia proprio torto non abbia. Che abbia ragione, care lettrici e cari lettori, a dire che non siamo – noi centrosinistra- «l’altra Italia». Non siamo nemmeno uguali al centrodestra, aggiungo io, su questo ci giurerei, perché facciamo riferimento – mediamente – a valori diversi. Quando ci mobilitiamo, crediamo in genere a quello che diciamo. Costituzione, libertà di stampa, uguaglianza. Ma certo anche tra i paladini della legge uguale per tutti ci sono quelli che nella vita di ogni giorno chiedono favori per questo o quel concorso pubblico. Ma certo anche tra chi evoca a ogni comizio il famoso editto bulgaro (Biagi-Santoro-Luttazzi) c’è chi applica volentieri la censura agli altri se appena gli serve o deve risolvere sbrigativamente le sue private inimicizie. Ma certo, ancora, tra chi denuncia ad alta voce il famigerato conflitto d’interessi c’è chi legifera a favore dei propri interessi personali o di partito al riparo dell’ombra lunga del conflitto più grande e smisurato del premier. Lo so: il baricentro, i simboli, il codice morale che muove in genere i nostri comportamenti, non coincidono affatto con quelli del centrodestra. Epperò eccoci qua tutti insieme a interrogarci su quale sia la vera cifra morale del nostro personale politico. La questione abruzzese è arrivata infatti come una tramvata addosso agli elettori e ai militanti di quella che fu un giorno l’Unione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77176



Botta e risposta tra Strasburgo e il governo italiano sulle impronte ai rom. L’Italia, secondo il Parlamento Europeo che ha votato (336 favorevoli, 220 contrari e 77 astenuti) una mozione presentata dal gruppo socialista, dal Pse, dalla sinistra europea del Gue e dai liberali dell’Alde, deve «astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte». Dura la replica del ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Sono francamente indignato, rattristato e ferito per la strumentalizzazione fatta da una parte del Parlamento europeo». Secondo il ministro, «in nessun documento italiano si parla di Rom. Si parla di tanti nomadi. Noi non raccogliamo le impronte digitali dei rom, facciamo il censimento di chi vive nei campi nomadi, in primo luogo a loro tutela e a tutela dei minori che vivono nei campi nomadi». Rincara la dose Andrea Ronchi, ministro per le Politiche comunitarie: «Siamo molto contrariati. È una delle pagine peggiori della politica europea». Mentre per il ministro degli Esteri Franco Frattini quella dell’Europarlamento è «un’accusa totalmente infondata, frutto di un voto politico, di una non conoscenza della reale situazione». Frattini si è detto sorpreso per la decisione su «una legge italiana che non è ancora legge, perchè il Parlamento sta decidendo sulla conversione del decreto» e ha aggiunto di non aver alcun imbarazzo a difendere la norma «che non è assolutamente diretta contro gruppi etnici o ispirata a motivi razziali, ma è ispirata alla semplice ed elementare ragione» di dare un documento e un’identità a chi non ce l’ha.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77041



Napoli è pulita. Parola di Berlusconi. Venerdì giornata campale per il governo che torna a Napoli per annunciare la «fine dell’emergenza rifiuti». Peccato che i napoletani non se ne siano accorti. Ammette di essere stanco il premier – «mi fate lavorare troppo» – e quindi nessun giro in periferia, per altro non programmato. Solo il corteo delle auto blu che passa per il centro – che è sempre stato pulito tranne rarissimi momenti – fila alla riunione del Consigflio dei Ministri, a cui non sono andati i leghisti Calderoli e Maroni, e ritorno. A tre mesi dall’inizio della legislatura, d’altronde, il premier affannato dai problemi della giustizia e da una manovra economica che ha fatto infuriare anche parte della sua maggioranza, ha bisogno di far vedere che almeno una delle promesse fatte in campagna elettorale è stata mantenuta.Così ha pensato bene di far ripulire le strade dove venerdì trascorrerà l’ennesima gita di governo e di piazzare le telecamere del fidato Tg4 a riprendere il miracolo. «Ritorno a Napoli» è il titolo dello speciale del tg che Emilio Fede trasmetterà venerdì in occasione del Consiglio dei Ministri partenopeo. Nello speciale, spiegano dalla redazione dell’emittente Mediaset, si vedranno «immagini del periodo drammatico vissuto dalla città e il nuovo volto della Napoli di oggi». Se non fosse vero, verrebbe da ridere.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77221



Una lettera a tutti i duemila e ottocento membri dell’Assemblea costituente del Pd. Arturo Parisi ha preso carta e penna e ha scritto alla “base”. All’ultimo appuntamento, il 20 giugno scorso, dice Parisi «ha preso parte non più del 20% dei delegati». Per questo l’ex ministro della Difesa vuole che l’Assemblea venga riconvocata e chiede “aiuto” ai delegati stessi «perché si possa finalmente dibattere, ma ancor più perché, nel rispetto delle regole che ci siamo dati con lo Statuto, si possa decidere del futuro del partito».Per Parisi è l’ultima chance «prima di arrendermi definitivamente alla realtà». La realtà, secondo lui, è che «a nove mesi dalle primarie, il partito si trova in una condizione che nessuno avrebbe allora immaginato: quale partito – si chiede Parisi – si sentirebbe di avviare il percorso che noi abbiamo avviato, con l’enfasi che abbiamo dato alla partecipazione diretta, per interromperlo poi così come noi lo abbiamo interrotto? Come accettare che questo partito sia proprio il nostro partito, il partito che in nome delle primarie si è presentato agli italiani come un partito nuovo, il partito democratico?»Il partito, intanto, riunisce la direzione nazionale e traccia le linee per le riforme. Il vicesegretario Dario Franceschini ha infatti illustrato la proposta del Pd per la nuova legge elettorale per le Europee della primavera 2009: soglia di sbarramento del 3% e preferenza unica, o accompagnata da una seconda «di genere».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77168



{Luglio 17, 2008}   Nasce l’intergruppo del Pdl

È nato in consiglio regionale l’intergruppo del Popolo della Libertà. I capigruppo di Alleanza Nazionale, Forza Italia, Socialisti Riformisti e del gruppo Misto si sono riuniti per elaborare un contributo programmatico da portare alla manifestazione di oggi del Popolo della Libertà del Lazio. I capigruppo Antonio Cicchetti (An-Pdl), Alfredo Pallone (Fi-Pdl), Donato Robilotta (Sr-Pdl) e Francesco Saponaro (Misto), hanno anche dato vita da subito all’intergruppo del Pdl. Si è registrata anche, spiega un comunicato, «una sostanziale intesa nel censurare la politica sanitaria del presidente Marrazzo che dopo aver illuso la popolazione del Lazio circa il contenimento della spesa ha aumentato le tasse per coprire i disavanzi prodotti dalla sua gestione».I capigruppo del Pdl esprimono inoltre «vive preoccupazioni per le notizie che giungono sui conti del 2008. Infatti il deficit previsto non sarebbe più di 480 milioni come previsto dal piano di rientro ma di oltre un miliardo, tenendo conto che il disavanzo complessivo del 2008 supererebbe i due miliardi di euro, dal momento che il resto, 1,296 miliardi, viene coperto con 975 milioni di tasse aggiuntive e 321 milioni del fondo dello Stato».In merito al fondo di cinque miliardi che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo richiede allo Stato i capigruppo del Pdl sottolineano che «non sono tutti trasferimenti dovuti, perchè una gran parte, oltre tre miliardi di euro, sono finanziamenti aggiuntivi per coprire il debito pregresso e i disavanzi attuali prodotti dalla gestione di Marrazzo, e sono legati non solo alla sottoscrizione del piano di rientro ma anche alla verifica della sua attuazione».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276728



da NapoliMaurizio Marinella, il «re» delle cravatte, nei primi mesi dell’anno, quando la situazione rifiuti peggiorava giorno dopo giorno e sembrava un problema senza soluzione, annunciò: «Basta, chiudo il mio negozio, non voglio attrarre i turisti e fargli sentire quanto puzza Napoli». Anche se l’estate era lontana, si temeva comunque l’arrivo del caldo e la prospettiva di malattie infettive, con tutti quei cumuli accatastati nelle strade del centro e della periferia di Napoli. L’estate è arrivata, l’incubo è svanito, Maurizio Marinella è restato nel suo antico negozio all’inglese della Riviera di Chiaia. «Finalmente posso dire che Napoli è più pulita. C’è un nuovo entusiasmo in città mentre prima ci sentivamo depressi e avviliti. Adesso quando si va fuori, la prima domanda non è più sui rifiuti. Al limite è la terza».Respirano, finalmente, aria pura, anche la periferia e i comuni della «cinta». In via Ghisleri, a Scampia, le collinette di monnezza non ci sono più. Maria Antonietta, 32 anni, sembra soddisfatta. «Non parlo solo per il mio quartiere ma in generale: stiamo riavendo una città più decente. Ci volevano l’esercito e Berlusconi per rimettere un po’ a posto le cose. E i vigili del fuoco che hanno lavorato per colpa di chi appiccava il fuoco alla monnezza. E nelle nostre case entravano fumo e diossina». In un’altra strada, simbolo della emergenza invernale e primaverile, viale Europa a Melito, Arturo, commerciante, parla di «incubo finito» e Rosetta, una massaia di 47 anni, racconta: «Sono separata da mio marito, avevo deciso di andarmene e vivere da mio figlio, che lavora nel bergamasco e lasciarmi questo schifo dietro di me.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276591



{Luglio 17, 2008}   Hello world!

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