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Una lettera a tutti i duemila e ottocento membri dell’Assemblea costituente del Pd. Arturo Parisi ha preso carta e penna e ha scritto alla “base”. All’ultimo appuntamento, il 20 giugno scorso, dice Parisi «ha preso parte non più del 20% dei delegati». Per questo l’ex ministro della Difesa vuole che l’Assemblea venga riconvocata e chiede “aiuto” ai delegati stessi «perché si possa finalmente dibattere, ma ancor più perché, nel rispetto delle regole che ci siamo dati con lo Statuto, si possa decidere del futuro del partito».Per Parisi è l’ultima chance «prima di arrendermi definitivamente alla realtà». La realtà, secondo lui, è che «a nove mesi dalle primarie, il partito si trova in una condizione che nessuno avrebbe allora immaginato: quale partito – si chiede Parisi – si sentirebbe di avviare il percorso che noi abbiamo avviato, con l’enfasi che abbiamo dato alla partecipazione diretta, per interromperlo poi così come noi lo abbiamo interrotto? Come accettare che questo partito sia proprio il nostro partito, il partito che in nome delle primarie si è presentato agli italiani come un partito nuovo, il partito democratico?»Il partito, intanto, riunisce la direzione nazionale e traccia le linee per le riforme. Il vicesegretario Dario Franceschini ha infatti illustrato la proposta del Pd per la nuova legge elettorale per le Europee della primavera 2009: soglia di sbarramento del 3% e preferenza unica, o accompagnata da una seconda «di genere».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77168




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