Ragaingle’s Weblog











Milano – Io, l’allenatore più vincente della storia dell’Inter, licenziato ed offeso per colpa dei giornali. Io costretto a lasciare Milano per non subire, giorno dopo giorno, il confronto con Mourinho, il mio successore. Io che non posso tornare a Roma perché ho affittato (sottocosto) la mia casa ai colombiani. Io che ho solo una possibilità su dieci di tornare ad allenare nel calcio che conta. Io che, nonostante tutto, da Massimo Moratti continuo a prendere lo stipendio.

Dopo quasi cinque mesi di silenzio, parla finalmente Roberto Mancini. Non lo fa con un’intervista. Per portare alla luce le sue amarezze, il tecnico di Jesi sceglie un veicolo inconsueto. È un atto giudiziario, la citazione, con richiesta di danni multimilionaria, notificata ai quotidiani che in primavera riportarono la notizia delle telefonate – intercettate dalla Procura Antimafia milanese – tra il mister nerazzurro e un pregiudicato indagato per narcotraffico. È un genere letterario in genere arido, quello delle citazioni giudiziarie. Invece Roberto Mancini affida alla carta bollata inattesi squarci di luce sul suo stato d’animo dopo l’esonero.

Io, il più vincente di tutti
«A pochi giorni di distanza dalla terza vittoria dello scudetto, conseguita sempre sotto la guida dello scrivente (risultato che nessun altro allenatore prima di allora aveva mai ottenuto), il presidente Moratti annunciava la decisione di revocare il contratto di prestazione sportiva, rinnovato nel 2007 e che vedeva l’allenatore legato alla squadra per altri quattro anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296998



Venezia – Dopo essersi visto negare la gioia dell’inaugurazione ufficiale per paura delle contestazioni dei vari comitati, il presidente Napolitano, alla vista del ponte della Costituzione, opera del genio di Santiago Calatrava, non ha saputo trattenere l’emozione: «Che meraviglia». Per la gioia del sindaco Massimo Cacciari, che per quella meraviglia non ha esitato a «investire» circa 12 milioni di eurozzi. Ma, si sa, il sindaco filosofo, di fronte alla bellezza e all’arte non fa e non chiede sconti. E poi il 435° ponte di Venezia, cruciale perché collega piazzale Roma alla ferrovia, roba da 15mila passaggi al giorno, non poteva ammettere imperfezioni estetiche e funzionali. Peccato che un paio di settimane fa una turista milanese abbia inaugurato la serie di persone che, forse abbagliate da cotanta bellezza, sono finite lunghe distese passando su quei gradini di vetro così eterei da diventare invisibili, provocando ruzzoloni a volontà.

Nessun problema, hanno fatto sapere dallo studio dell’architetto catalano, si può rimediare. Basta sostituire le parti in vetro dei gradini con della meno elegante, ma evidentemente più sicura, trachite. «Come noto – scrivono gli esperti dello studio Calatrava – alcuni gradini hanno larghezza doppia rispetto a quelli che precedono e a quelli che seguono. Secondo il direttore dei lavori, Salvatore Venco, i più distratti e le persone con problemi alla vista possono non percepire immediatamente il ritmo della pedata e rischiano dunque di cadere».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=294933



Una delle ultime foto di Paul NewmanPer più di due ore l’Italia (più precisamente San Marcello di Pistoia) è stata il centro del mondo. Lo dobbiamo al carneade Vincenzo Manes, presidente della poco conosciuta fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia). È stato lui a dare la notizia al mondo: il grande Paul Newman se n’è andato. «Stamani alle 7,30 ho ricevuto una mail dall’America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi». Che c’azzecca Manes con il grande Paul? La sua fondazione, che teneva la sua festa annuale in provincia di Pistoia, fa parte dell’organizzazione internazionale di solidarietà a cui Newman si era dedicato anima e corpo nell’autunno della sua esistenza. Dopo qualche esitazione, l’Ansa batte l’agenzia alle 13,50, ma non può far altro che metterla in bocca a chi l’ha detta perché di conferme ufficiali non ce ne sono. Nessuno si azzarda neanche a pubblicare coccodrilli o reazioni, tutto rimane sospeso alle parole di Manes. Oltreoceano solo qualche blogger la riprende, ma nessuno nella mattinata della East Coast (Paul Newman era da tempo nella sua casa di New Haven in Connecticut) era al corrente che l’attore vivente più famoso li aveva lasciati. Men che meno all’Ovest dove la notte non era ancora profonda e i sogni dei californiani non avevano incubi. Alle 16,12 (italiane) anche il sito del New York Times dà la ‘breaking news’ citando la portavoce dell’attore.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79419



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