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Nelle scuole elementari del II municipio, governato da una maggioranza di centrodestra presieduta da Sara De Angelis (Pdl), sono in questi giorni apparsi alcuni manifesti per impaginazione e grafica molto simili a quelli che riportano comunicazioni ufficiali delle istituzioni. Sotto il titolo di «Appello ai genitori per la salvaguardia della qualità della scuola», sono riportate indicazioni e consigli relativi ai corsi scolastici delle scuole elementari e dell’infanzia, in evidente anche se non apertamente dichiarata polemica con le disposizioni previste in materia dalla riforma Gelmini. Il consigliere municipale Matteo Bonetti (Pdl), unitamente al consigliere comunale Di Cosimo (Pdl), hanno denunciato in una nota quest’operazione che definiscono vergognosa. «È inqualificabile l’operato di chi utilizza gli spazi interni agli istituti per fare propaganda politica, facendo passare un messaggio sindacale contro la riforma Gelmini camuffandolo ingannevolmente da comunicazione istituzionale. Questa becera propaganda – spiegano Di Cosimo e Bonetti – serve solo a disorientare i genitori. Oltretutto mette in cattiva luce i dirigenti scolastici e i maestri che, con particolare cura, stanno aiutando i genitori a scegliere i migliori corsi per il prossimo anno. Facciamo appello ai dirigenti scolastici affinché siano rimossi immediatamente tutti i manifesti all’interno delle scuole del II Municipio». Sull’episodio è intervenuto anche il deputato romano Vincenzo Piso (Pdl) che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare in materia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325881



Il tempo stringe soprattutto per chi è preposto a vendere automobili. La crisi che attanaglia il settore sta strozzando le reti commerciali: circa 4mila imprese che tra dipendenti diretti e indiretti rappresentano 100mila posti di lavoro. L’ennesimo allarme, che coincide con i dati sulle immatricolazioni di gennaio (meno 32,6% rispetto a un anno fa: il calo più pesante dal dicembre 1993 e il risultato peggiore in termini di percentuali dal 1984) proviene da Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, la federazione dei concessionari. «Occorrono – afferma – misure specifiche per questo settore», che non è protetto dalla cassa integrazione.Il bilancio del primo mese dell’anno sarebbe potuto essere peggiore, «senza il consueto ricorso, negli ultimi giorni di gennaio, alle immatricolazioni di “chilometri zero”», avverte Gian Primo Quagliano (Centro Studi Promotor). E se l’andamento negativo si aggraverà ulteriormente nei prossimi mesi è difficile pensare, come sostiene l’Unrae (importatori), che il mercato 2009 si mantenga sui livelli stimati di 1,85 milioni di unità. Case automobilistiche e concessionari attendono segnali da palazzo Chigi: il governo, entro la settimana, dovrebbe comunicare quel piano di incentivi in grado di dare ossigeno a tutta la filiera dell’automotive. L’incertezza sull’entità del bonus (si parla di 1.500 euro per chi cambia l’auto mandando dal demolitore quella immatricolata prima del 31 dicembre 1999), insieme al maggior rigore nel concedere prestiti da parte di banche e finanziarie, continuano a tenere lontano il pubblico dalle concessionarie.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325772



eccetera