Ragaingle’s Weblog











Carte in tavola subito: a me, Lucio Battisti è sempre piaciuto poco. Mi stavano in uggia quella vocina soffice, perfetta per un tremolio di pensieri e emozioni, quella musica arpeggiante e fin troppo melodica, quel ricciolo afro quando andava di moda il ricciolo afro. Tutt’altre musiche hanno accompagnato i miei anni Settanta, roba forte e dura, anche se scontata. I Pink Floyd, Dylan, Zappa, gli Stones. E però avrò comprato almeno una mezza dozzina di volte le sue antologie (poi perse o regalate), quelle che si trovano a prezzo scontato negli autogrill. Il viaggio in autostrada favorisce i ricordi, e più sono languidi, meglio. Così, ogni volta, riscoprivo che la mia giovinezza è stata intessuta di fiori di rosa e fiori di pesco, di poesia d’un amore sovrano, di ancora tu, e di motociclette che non si sa bene se riuscivano a capire o no.Ero dunque di destra? Manco per niente, senz’altro non quello che si intendeva allora come «destra», cioè: fascista. Un marchio d’infamia che segnava a fuoco chiunque non fosse di sinistra. E il povero Battisti questo veniva considerato, un fascista. Per dimostrarlo, in mancanza di prove più robuste, si citava persino la copertina di un album dove c’era gente che salutava – innocente – con il braccio destro. Se la prova era modesta, era ancora più modesto il pensiero di fondo che la precedeva, ovvero: Battisti non canta la protesta, quindi è di destra.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288905



Fausto Biloslavoda Farah (Afghanistan occidentale)«Credete ad un ufficiale incursore: ormai anche i talebani hanno imparato la lezione, sanno riconoscerci, sanno che se si mettono contro di noi le pigliano fino a quando non respirano più».I talebani li chiamano semplicemente «mostri». Distinguono il rollio silenzioso dei veicoli, riconoscono quei blindati giganti capaci di navigare a fari spenti nella notte, di galleggiare su maree di polvere e sabbia, d’infiammare il deserto a colpi di mitraglia e lanciagranate. E si tengono alla larga.Per la prima volta ci siamo dentro anche noi, due giornalisti blindati nel guscio cigolante di kevlar e acciaio, tra lo sfavillio dei computer e il gracchiare sommesso della radio. I «mostri» sono una decina di blindati allungati nel deserto di vento e polvere della provincia di Farah, nel cuore dell’Afghanistan occidentale. Dietro la corazza di quei dieci Lince, il mezzo italiano studiato per resistere a mine e trappole esplosive, avanza un distaccamento della Task Force 45, il fior fiore dei nostri reparti d’elite. «Fino a qualche mese fa – ammettono dal comando di Herat, sorvolando amabilmente sulle censure del governo Prodi – l’attività di quella unità era un X file, la Task Force 45 ufficialmente non esisteva, voi siete i primi giornalisti a vederla in azione».I fantasmi della Task Force 45 incaricati di bloccare l’infiltrazione dei talebani provenienti dal confine pachistano a sud e dalle provincia più orientale di Helmand sono meno di duecento uomini selezionati principalmente tra le fila del Nono Reggimento Col Moschin e integrati da incursori della Marina, alpini paracadutisti, carabinieri del Gis e forze speciali dell’Aviazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288858



Si può provare a vivere un lunedì come fosse domenica: l’idea delle guide di Opera d’arte è allettante e per stasera alle 21 prevede una passeggiata lungo il naviglio della Martesana, ai confini di Crescenzago, fra ville sull’acqua e affreschi del Trecento, recentemente scoperti nell’abbazia di Santa Maria Rossa. L’itinerario dura un’ora e comincia proprio con la visita alla chiesa, «feudo» di una comunità di canonici e fulcro del borgo. Dopo la chiesa il tour prosegue lungo le rive della Martesana, canale di epoca quattrocentesca. Non dimenticate l’autan! (8 euro, prenotazione obbligatoria 02 45487400)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288967



Un uomo ha tentato di rapinare due commessi di un supermercato minacciandoli con una pistola ma, dopo avere ferito uno dei due durante una colluttazione, ha perso l’arma ed è scappato a piedi. Il commesso ferito ha preso la pistola, ha inseguito il suo aggressore e gli ha anche sparato alcuni colpi. Durante la fuga, però, il rapinatore è caduto in un dirupo e, quando è stato ritrovato, era morto. L’autopsia dovrà stabilire se la morte è stata causata da eventuali ferite d’arma da fuoco o dalla caduta. È accaduto a Masserano nel Biellese mentre due commessi del «Centro Freschi» stavano chiudendo il negozio. La coppia, che aveva l’incasso della giornata (10mila euro), è stata fermata sul retro del supermarket mentre stava salendo in auto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287192



Agosto, lavoro non ti conosco? Non secondo Giorgio Montingelli, delegato per il territorio dell’Unione del commercio. «Se dobbiamo dirla tutta – commenta – gli esercizi rimasti aperti sono anche più del previsto. Nei giorni scorsi abbiamo verificato se chi aveva dato al Comune la disponibilità a lavorare nel mese di agosto ha mantenuto la parola, e ne abbiamo trovati aperti tanti altri che invece non si erano espressi. La città è molto meno chiusa degli anni passati». Se i titolari di bar e ristoranti, specie in centro, «ci hanno persino sorpreso – ammette – ma è comprensibile visto l’afflusso di turisti, è altrettanto difficile trovare quartieri in periferia con gli alimentari completamente chiusi. Anche in vie nascoste si può trovare un ortolano o una macelleria aperta». Certo, afferma, oggi e per tutto il weekend le serrande alzate si conteranno, ma «va detto che domani è la festa del commercio, poi c’è la domenica, quando gli alimentari e negozi di abbigliamento tradizionalmente sono chiusi. Anche chi sta aperto tutto agosto si concede quattro giorni di relax». Diversa la fotografia in via Montenapoleone: il presidente della Camera della moda Mario Boselli aveva consegnato al sindaco Letizia Moratti un dossier con dati molto confortanti sulle aperture delle boutique, meta fissa dei turisti. Ma, precisa Montingelli, «ci rientravano ad esempio negozi non considerati “di lusso” in via Torino.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283617



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