Ragaingle’s Weblog











Il tempo stringe soprattutto per chi è preposto a vendere automobili. La crisi che attanaglia il settore sta strozzando le reti commerciali: circa 4mila imprese che tra dipendenti diretti e indiretti rappresentano 100mila posti di lavoro. L’ennesimo allarme, che coincide con i dati sulle immatricolazioni di gennaio (meno 32,6% rispetto a un anno fa: il calo più pesante dal dicembre 1993 e il risultato peggiore in termini di percentuali dal 1984) proviene da Vincenzo Malagò, presidente di Federaicpa, la federazione dei concessionari. «Occorrono – afferma – misure specifiche per questo settore», che non è protetto dalla cassa integrazione.Il bilancio del primo mese dell’anno sarebbe potuto essere peggiore, «senza il consueto ricorso, negli ultimi giorni di gennaio, alle immatricolazioni di “chilometri zero”», avverte Gian Primo Quagliano (Centro Studi Promotor). E se l’andamento negativo si aggraverà ulteriormente nei prossimi mesi è difficile pensare, come sostiene l’Unrae (importatori), che il mercato 2009 si mantenga sui livelli stimati di 1,85 milioni di unità. Case automobilistiche e concessionari attendono segnali da palazzo Chigi: il governo, entro la settimana, dovrebbe comunicare quel piano di incentivi in grado di dare ossigeno a tutta la filiera dell’automotive. L’incertezza sull’entità del bonus (si parla di 1.500 euro per chi cambia l’auto mandando dal demolitore quella immatricolata prima del 31 dicembre 1999), insieme al maggior rigore nel concedere prestiti da parte di banche e finanziarie, continuano a tenere lontano il pubblico dalle concessionarie.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325772



vibo,valentia,gravi,carenze,all,ospedale,sequestrati,tre,reparti,cronacaCarabinieri in corsia a Vibo Valentia per procedere al sequestro di tre reparti dell’Ospedale civile Jazzolino. L’operazione è partita lunedì mattina ed è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, del Noe di Reggio Calabria e dei Nas di Catanzaro. Ortopedia, Immunoematologia e Pronto soccorso i reparti sequestrati in base al provvedimento di urgenza emesso dalla Procura vibonese. Alla base del sequestro, sottolineano gli investigatori e la Procura, ci sono le «situazioni di pericolo concreto e gravi carenze sia sotto il profilo igienico-sanitario che sotto quello della prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro». Un sequestro reso necessario dalle «gravi inadeguatezze evidenziate nel corso delle precedenti ispezioni e mai sanate». Oltre al sequestro dei tre reparti gli investigatori hanno notificato ben 33 avvisi di garanzia nei confronti di medici, dirigenti e responsabili di settore dell’ospedale civile. I reati contestati sono vari: abuso d’ufficio, illecito stoccaggio di rifiuti speciali, mancato rispetto delle normative antinfortunistiche e sanitarie. Le indagini erano iniziate in seguito alla morte di Federica Monteleone, avvenuta nel gennaio del 2007 dopo alcuni giorni di coma a causa di un black out durante un intervento di appendicectomia. Per il decesso della sedicenne risultano indagate nove persone per le quali, la Procura della Repubblica, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80319



caritas,quattro,milioni,immigrati,sono,futuro,dell,italia,interni«Il futuro dell’Italia non è realisticamente immaginabile senza gli immigrati». Quattro milioni di persone che ogni giorno portano avanti il nostro Paese. È quello che sostiene la Caritas nel suo dossier statistico sull’immigrazione giunto quest’anno alla 18ma edizione. Il curatore del dossier, Franco Pittau, ha subito chiarito, a scanso di equivoci, la diversità di rilevazione rispetto all’Istat. Per l’Istituto nazionale di statistica infatti gli immigrati regolari nel Belpaese sarebbero 3.5 milioni. «Noi includiamo nel conteggio anche le presenze regolari che, a causa delle procedure molto lunghe, ancora non sono registrate in anagrafe: è come se anticipassimo di un anno l’inserimento dei nuovi venuti presso i rispettivi comuni» dice Pittau.Ma sia l’Istat che la Caritas, comunque, rilevano che la popolazione immigrata è aumentata di diverse centinaia di migliaia. Secondo la Caritas dunque in Italia ci sono 3.987.000 immigrati che sono regolarmente registrati. Ovviamente in Italia ci sono più di 4 milioni di immigrati: il dato Caritas infatti non comprende gli immigrati irregolari. Un trend destinato a crescere ulteriormente nel futuro. A metà secolo gli stranieri nel paese, al netto di quelli che diventeranno cittadini italiani, saranno 8,9 milioni nello scenario basso, 10,7 milioni nello scenario medio e 12,4 milioni nello scenario alto, con un’incidenza tra il 16% e il 18% sui residenti» si legge nel rapporto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80437



dramma,congo,mila,profughiSono 218 (di cui 18 donne) gli immigrati sbarcati all’alba di oggi direttamente sulle coste di Lampedusa: ma il tempo sta cambiando, per le prossime settimane si annuncia un peggioramento, attraversare il mare con i gommoni si fa sempre più pericoloso. Anche lunedì ci sono stati sbarchi, quasi 400 immigrati su due diverse imbarcazioni, soccorsi in mare dalla Marina militare e dalla Guardia costiera. Con i nuovi arrivi il centro di prima accoglienza di Lampedusa ’scoppia’ di nuovo: sono oltre 1.700 le persone che si trovano nella struttura. In mattinata 50 immigrati sono stati trasferiti con il traghetto di linea a Porto Empedocle e nel pomeriggio è previsto un volo per trasferirne altri 90.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80364



La corsa verso la Casa Bianca di Barack Hussein Obama Jr. parte il 27 luglio 2004, ben quattro anni fa. A Boston durante la Convention democratica che incoronerà il poi sconfitto John Kerry, Obama viene scelto per il cosiddetto ‘keynote speech’. È un quasi sconosciuto senatore dell’Illinois. Ma in pochi minuti riesce a catturare l’attenzione di tutti con parole semplice e dirette che vanno al cuore delle persone. Parla innanzitutto delle sue origini, della sua famiglia che viene dal Kenia. Ma soprattutto dell’idea dell’America. Il paese delle opportunità, della speranza, due parole che diventeranno i caposaldi della sua scalata. L’uomo del ‘Yes, we can’, il primo candidato nero a presidente degli Stati Uniti però non è nato in Africa. Ha visto la luce nell’isola Hawaii, il 4 agosto 1961 quando i suoi genitori sono ancora all’università: lui è un keniota emigrato negli Stati Uniti per studiare, lei viene dal Kansas. A dir la verità la sua famiglia non è proprio un esempio. Quando Barack ha soli due anni arriva la separazione: il padre si trasferisce ad Harvard per completare gli studi, poi fa ritorno in Kenya e rivedrà il figlio in una sola occasione prima di morire nel 1982. La madre si risposa con un altro ex collega universitario, da cui avrà una figlia, Maya, nata quando la famiglia è a Giacarta. A 10 anni Obama torna ad Honolulu per ricevere una migliore istruzione. Viene cresciuto inizialmente dai nonni materni, in special modo Madelyn Dunham, la nonna 85enne che si sta spegnendo in questi giorni e per cui Obama ha bloccato per due giorni la sua campagna.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80321



Una delle ultime foto di Paul NewmanPer più di due ore l’Italia (più precisamente San Marcello di Pistoia) è stata il centro del mondo. Lo dobbiamo al carneade Vincenzo Manes, presidente della poco conosciuta fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia). È stato lui a dare la notizia al mondo: il grande Paul Newman se n’è andato. «Stamani alle 7,30 ho ricevuto una mail dall’America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi». Che c’azzecca Manes con il grande Paul? La sua fondazione, che teneva la sua festa annuale in provincia di Pistoia, fa parte dell’organizzazione internazionale di solidarietà a cui Newman si era dedicato anima e corpo nell’autunno della sua esistenza. Dopo qualche esitazione, l’Ansa batte l’agenzia alle 13,50, ma non può far altro che metterla in bocca a chi l’ha detta perché di conferme ufficiali non ce ne sono. Nessuno si azzarda neanche a pubblicare coccodrilli o reazioni, tutto rimane sospeso alle parole di Manes. Oltreoceano solo qualche blogger la riprende, ma nessuno nella mattinata della East Coast (Paul Newman era da tempo nella sua casa di New Haven in Connecticut) era al corrente che l’attore vivente più famoso li aveva lasciati. Men che meno all’Ovest dove la notte non era ancora profonda e i sogni dei californiani non avevano incubi. Alle 16,12 (italiane) anche il sito del New York Times dà la ‘breaking news’ citando la portavoce dell’attore.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79419



{Luglio 17, 2008}   Hello world!

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