Mi ritorni in mente oppure Fiori rosa fiori di pesco le voleva a tutti i costi Mina per sostituire Insieme. Balla Linda e Il paradiso della vita spopolarono in Inghilterra (la prima divenne famosa come Bella Linda grazie ai Grass Roots, la seconda con il titolo If Paradise Is Half As Nice cantata dagli Amen Corner) mentre noi vivevamo a pane e cover. E poi inutile citare classici come Dio mio no, I giardini di marzo, Non è Francesca, La canzone del sole. Mogol-Battisti, che qualcuno chiama i Lennon-McCartney italiani, sono ancora oggi una formidabile macchina da hit con cui tutti i nostri autori devono confrontarsi. Giulio Rapetti, che ora ha trasformato il nome du disque di Mogol in un vero cognome, non ha perso il «vizietto» della bella scrittura, ma quel rapporto con Lucio conserva sempre un sapore speciale. Già, quali saranno state le qualità artistiche di quel ragazzetto romano che lo hanno colpito quando si sono incontrati? «Non sono stato colpito dalle sue qualità artistiche, quanto dal modo con il quale reagì alle mie critiche sul suo stile. Le accettò dichiarandosi d’accordo». E così tutto cambiò…Come si passa dai brani scritti per Tajoli e Betty Curtis o da Una lacrima sul viso al team con Battisti?«Per me ogni canzone ha il suo testo insito nel senso della musica. Ogni tema musicale, o meglio ogni frase può dire certe cose e non altre. Io mi riferisco, scrivendo, all’interpretazione espressa dal compositore, prima del testo in un inglese maccheronico, mai ispirandomi al cantante che poi interpreterà la canzone».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288903