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Milano – Io, l’allenatore più vincente della storia dell’Inter, licenziato ed offeso per colpa dei giornali. Io costretto a lasciare Milano per non subire, giorno dopo giorno, il confronto con Mourinho, il mio successore. Io che non posso tornare a Roma perché ho affittato (sottocosto) la mia casa ai colombiani. Io che ho solo una possibilità su dieci di tornare ad allenare nel calcio che conta. Io che, nonostante tutto, da Massimo Moratti continuo a prendere lo stipendio.

Dopo quasi cinque mesi di silenzio, parla finalmente Roberto Mancini. Non lo fa con un’intervista. Per portare alla luce le sue amarezze, il tecnico di Jesi sceglie un veicolo inconsueto. È un atto giudiziario, la citazione, con richiesta di danni multimilionaria, notificata ai quotidiani che in primavera riportarono la notizia delle telefonate – intercettate dalla Procura Antimafia milanese – tra il mister nerazzurro e un pregiudicato indagato per narcotraffico. È un genere letterario in genere arido, quello delle citazioni giudiziarie. Invece Roberto Mancini affida alla carta bollata inattesi squarci di luce sul suo stato d’animo dopo l’esonero.

Io, il più vincente di tutti
«A pochi giorni di distanza dalla terza vittoria dello scudetto, conseguita sempre sotto la guida dello scrivente (risultato che nessun altro allenatore prima di allora aveva mai ottenuto), il presidente Moratti annunciava la decisione di revocare il contratto di prestazione sportiva, rinnovato nel 2007 e che vedeva l’allenatore legato alla squadra per altri quattro anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296998



nostro inviato a Lodi
Monsignor Rino Fisichella si è presentato, ieri, di fronte al pubblico di «Da Donna a Donna», il festival internazionale di letteratura e creatività al femminile che la città di Lodi organizza da quest’anno per valorizzare la scrittura in rosa. Per la prima volta ha deciso di raccontare il suo rapporto epistolare e di amicizia con Oriana Fallaci. Quello che è stato di conforto alla scrittrice nei suoi mesi più difficili, quelli in cui «l’Alieno», come lo chiamava lei, non le dava più tregua e tra i suoi desideri restava solo quello di poter incontrare il Santo Padre, quel Joseph Ratzinger che lei apprezzava soprattutto come intellettuale e come teologo. Un carteggio di cui, ieri, il Giornale ha pubblicato in anteprima ampi e inediti stralci.
Seduto nei Giardini dell’episcopio, Fisichella ha raccontato il suo rapporto con Oriana. Lo ha fatto con l’emozione, quasi il pudore, di chi dopo averci a lungo meditato ha deciso che questo rapporto personale abbia qualcosa da insegnare al prossimo, che questa testimonianza non sia relegabile nell’ambito del privato. Cosi il rettore dell’Università lateranense di fronte a una piccola folla, tra cui c’erano anche alcuni dei suoi vecchi professori, ha iniziato a raccontare. A partire da quella prima lettera di Oriana del giugno 2005 in cui chiedeva di incontrare «zitta zitta» Sua Santità: «Tutto è nato da un’intervista al Corriere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291591



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