Ragaingle’s Weblog











nostro inviato a Cernobbio (Como)Sbuffa e fa le facce, Giulio Tremonti, a chi lo insegue per chiedergli lumi sull’oggetto misterioso del giorno, quella «service tax» che evocata dal collega Roberto Calderoli potrebbe in futuro sostituire l’Ici. Ma che, nel presente, è un fastidioso montarozzo sulla via che mena al federalismo.«Abbiamo detassato la prima casa e resta detassata», taglia dapprima corto il ministro dell’Economia, per non lasciare più adito a dubbi. Poi spiega perché è opportuno rimandare ogni discorso politico in materia. «Realizzare il federalismo fiscale da metà settembre al 31 dicembre, come noi vorremmo – dice – non significa non avere fretta, ma pedalare da adesso. Solo che prima di parlare di federalismo fiscale, serve una banca dati condivisa. La bozza è grossomodo quella elaborata dalle Regioni, ma formulato quel testo e raccolto un consenso generale – ribadisce – il primo passo è appunto una banca dati condivisa, senza la quale non si possono compiere scelte politiche». Insomma, non si può parlare tanto per parlare. Per dirla con Luigi Einaudi, bisogna conoscere per deliberare.E dice molte altre cose, il ministro, parlando a nome della squadra di governo. Partendo dal dato che nei primi 116 giorni, agosto compreso, «abbiamo fatto quello che dovevamo e potevamo fare». Oltre alla già ricordata casa, «abbiamo detassato gli straordinari e questo sarà confermato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288835



Josefa con la squadra italianaSe si tratta di Olimpiadi, lei è una certezza. Josefa Idem ha scelto Unita.it per descrivere ogni giorno le sensazioni e le emozioni dei suoi settimi Giochi. Iniziò a Los Angeles nell’ormai lontano 1984 quando gareggiava per la Germania Ovest. Poi sono venute Seul (ancora con la maglia tedesca) e le quattro olimpiadi dopo il passaggio ai colori azzurri: Barcellona, Atlanta, Sydney e Atene. L’Italia come scelta di vita, come paese dove sposarsi (nel 1990) con il suo attuale tecnico Guglielmo Guerrini e far crescere due figli (Janek 13 anni e Jonas, 5 anni), oltre all’impegno sociale e politico nella sua Ravenna. Il suo palmares è impressionante con decine di ori fra Mondiali ed Europei, mentre alle Olimpiadi è salita su tutti e tre i gradini del podio: prima a Sydney nel 2000, seconda ad Atene nel 2004, terza ad Atlante 1996. Ventuno agosto «Un’altra giornata di tregua». La definisce così Josefa questo giovedì che precede la vigilia della finale di sabato. «È piovuto tutta la mattina, ma almeno nel pomeriggio sono riuscita ad allenarmi, a fare i ‘ritmi’ e sono soddisfatta». Nonostante l’esperienza la tensione è difficile da controllare. «Più si avvicina la gara e più sale. Cerchi di non pensarci, ma è inevitabile». Un ‘pensierino’ in più a dir la verità c’è. «Ho un leggero mal di gola che mi ha reso nervosa tutto il giorno.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78249



{agosto 22, 2008}   Mosca sospende

Nuovo e perentorio richiamo della Casa Bianca nei confronti della Russia: Mosca «deve» ritirare le sue truppe dal territorio georgiano «adesso». Così si è espresso ieri, dal ranch texano di Crawford dove il presidente Bush trascorre alcuni giorni di riposo, il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe, precisando che secondo gli Stati Uniti Mosca sta violando l’impegno che aveva assunto a ritirarsi dalla Georgia.

Johndroe ha anche aggiunto di non essere in grado di immaginare una circostanza in cui gli Stati Uniti possano impegnarsi in una cooperazione militare con Mosca fino a che la situazione in Georgia non sarà risolta. Evento che appare da ieri vieppiù remoto, dal momento che la Russia ha confermato (lo aveva già annunciato a Bruxelles martedì scorso) la sospensione di tutte le attività di collaborazione militare con la Nato. Decisione definita «deplorevole» dal Dipartimento di Stato americano. Che forse pensa anche alle nuove difficoltà che incontreranno i collegamenti con l’Afghanistan.
Ai richiami della Casa Bianca ha risposto ineffabilmente il comandante delle forze russe di terra, Vladimir Boldyrev: «Il ritiro dei militari russi che hanno rafforzato le fila dei peacekeeper in territorio georgiano sta avvenendo secondo quanto previsto e sarà completato entro dieci giorni». Parole che hanno il sapore della presa in giro, dal momento che appena ieri mattina il vice capo di stato maggiore Anatoly Nogovitsyn aveva detto che il ritiro sarebbe stato completato entro oggi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284831



{agosto 22, 2008}   Mosca sospende

Nuovo e perentorio richiamo della Casa Bianca nei confronti della Russia: Mosca «deve» ritirare le sue truppe dal territorio georgiano «adesso». Così si è espresso ieri, dal ranch texano di Crawford dove il presidente Bush trascorre alcuni giorni di riposo, il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe, precisando che secondo gli Stati Uniti Mosca sta violando l’impegno che aveva assunto a ritirarsi dalla Georgia.

Johndroe ha anche aggiunto di non essere in grado di immaginare una circostanza in cui gli Stati Uniti possano impegnarsi in una cooperazione militare con Mosca fino a che la situazione in Georgia non sarà risolta. Evento che appare da ieri vieppiù remoto, dal momento che la Russia ha confermato (lo aveva già annunciato a Bruxelles martedì scorso) la sospensione di tutte le attività di collaborazione militare con la Nato. Decisione definita «deplorevole» dal Dipartimento di Stato americano. Che forse pensa anche alle nuove difficoltà che incontreranno i collegamenti con l’Afghanistan.
Ai richiami della Casa Bianca ha risposto ineffabilmente il comandante delle forze russe di terra, Vladimir Boldyrev: «Il ritiro dei militari russi che hanno rafforzato le fila dei peacekeeper in territorio georgiano sta avvenendo secondo quanto previsto e sarà completato entro dieci giorni». Parole che hanno il sapore della presa in giro, dal momento che appena ieri mattina il vice capo di stato maggiore Anatoly Nogovitsyn aveva detto che il ritiro sarebbe stato completato entro oggi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284831



Coniugi cinesi «operavano» nel loro appartamento a Chinatown per fare abortire in maniera clandestina. I ferri usati per gli interventi venivano tenuti in una pentola di alluminio lasciata sul pavimento del bagno. In alcuni periodi veniva eseguita persino un’operazione al giorno. In condizioni igieniche spaventose. Alla modica cifra di 500 euro. Una scoperta dei detective della Squadra mobile che nel 2003 indagavano sull’esistenza nel quartiere cinese di una coppia, con regolare permesso di soggiorno, denunciata per la violazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. La clinica degli aborti clandestini si trovava in via Giorgione numero 8 ed era conosciuta anche fuori della Lombardia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280294



{luglio 18, 2008}   La questione morale ci riguarda

La sparo grossa? Ebbene sì: resto dell’idea (finora espressa in privato) che il professor Galli della Loggia proprio torto non abbia. Che abbia ragione, care lettrici e cari lettori, a dire che non siamo – noi centrosinistra- «l’altra Italia». Non siamo nemmeno uguali al centrodestra, aggiungo io, su questo ci giurerei, perché facciamo riferimento – mediamente – a valori diversi. Quando ci mobilitiamo, crediamo in genere a quello che diciamo. Costituzione, libertà di stampa, uguaglianza. Ma certo anche tra i paladini della legge uguale per tutti ci sono quelli che nella vita di ogni giorno chiedono favori per questo o quel concorso pubblico. Ma certo anche tra chi evoca a ogni comizio il famoso editto bulgaro (Biagi-Santoro-Luttazzi) c’è chi applica volentieri la censura agli altri se appena gli serve o deve risolvere sbrigativamente le sue private inimicizie. Ma certo, ancora, tra chi denuncia ad alta voce il famigerato conflitto d’interessi c’è chi legifera a favore dei propri interessi personali o di partito al riparo dell’ombra lunga del conflitto più grande e smisurato del premier. Lo so: il baricentro, i simboli, il codice morale che muove in genere i nostri comportamenti, non coincidono affatto con quelli del centrodestra. Epperò eccoci qua tutti insieme a interrogarci su quale sia la vera cifra morale del nostro personale politico. La questione abruzzese è arrivata infatti come una tramvata addosso agli elettori e ai militanti di quella che fu un giorno l’Unione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77176



eccetera
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