Dal 1995 la missione fu presa in mano dalle Nazioni Unite e ancora oggi circa novemila Caschi blu sono sull’isola (o forse si deve dire erano, perché pare ormai certo che i vertici della missione sono rimasti uccisi nel terremoto e chissà quanti altri di loro).
Ma il problema era che il presidente aveva una fiducia rivelatasi eccessiva nella capacità di Aristide di riportare il paese alla pace: l’allora direttore della Cia, James Woolsey, diceva che il presidente era convinto che Aristide fosse il Thomas Jefferson di Haiti, quando invece secondo le fonti dell’intelligence l’ex sacerdote aveva problemi psicologici e pure un paio di omicidi sulla coscienza.
Clinton non ha mai ammesso i propri errori in quella sfortunata missione, ma proprio nel 2004 ha ribadito che il multilateralismo e le risposte coordinate rappresentano l’unica vera soluzione alle crisi globali, ‘le nazioni si dividono le responsabilità e i costi, si riduce il risentimento verso gli Stati Uniti e si impara a cooperare’.
Anche Hillary Clinton, oggi a capo del dipartimento di stato e anche lei innamorata di Haiti, ha messo subito in moto la macchina del governo americano per portare navi ospedali e far arrivare personale e fondi al più presto.
Fonte:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/4220