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Agosto, lavoro non ti conosco? Non secondo Giorgio Montingelli, delegato per il territorio dell’Unione del commercio. «Se dobbiamo dirla tutta – commenta – gli esercizi rimasti aperti sono anche più del previsto. Nei giorni scorsi abbiamo verificato se chi aveva dato al Comune la disponibilità a lavorare nel mese di agosto ha mantenuto la parola, e ne abbiamo trovati aperti tanti altri che invece non si erano espressi. La città è molto meno chiusa degli anni passati». Se i titolari di bar e ristoranti, specie in centro, «ci hanno persino sorpreso – ammette – ma è comprensibile visto l’afflusso di turisti, è altrettanto difficile trovare quartieri in periferia con gli alimentari completamente chiusi. Anche in vie nascoste si può trovare un ortolano o una macelleria aperta». Certo, afferma, oggi e per tutto il weekend le serrande alzate si conteranno, ma «va detto che domani è la festa del commercio, poi c’è la domenica, quando gli alimentari e negozi di abbigliamento tradizionalmente sono chiusi. Anche chi sta aperto tutto agosto si concede quattro giorni di relax». Diversa la fotografia in via Montenapoleone: il presidente della Camera della moda Mario Boselli aveva consegnato al sindaco Letizia Moratti un dossier con dati molto confortanti sulle aperture delle boutique, meta fissa dei turisti. Ma, precisa Montingelli, «ci rientravano ad esempio negozi non considerati “di lusso” in via Torino.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283617



Botta e risposta tra Strasburgo e il governo italiano sulle impronte ai rom. L’Italia, secondo il Parlamento Europeo che ha votato (336 favorevoli, 220 contrari e 77 astenuti) una mozione presentata dal gruppo socialista, dal Pse, dalla sinistra europea del Gue e dai liberali dell’Alde, deve «astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte». Dura la replica del ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Sono francamente indignato, rattristato e ferito per la strumentalizzazione fatta da una parte del Parlamento europeo». Secondo il ministro, «in nessun documento italiano si parla di Rom. Si parla di tanti nomadi. Noi non raccogliamo le impronte digitali dei rom, facciamo il censimento di chi vive nei campi nomadi, in primo luogo a loro tutela e a tutela dei minori che vivono nei campi nomadi». Rincara la dose Andrea Ronchi, ministro per le Politiche comunitarie: «Siamo molto contrariati. È una delle pagine peggiori della politica europea». Mentre per il ministro degli Esteri Franco Frattini quella dell’Europarlamento è «un’accusa totalmente infondata, frutto di un voto politico, di una non conoscenza della reale situazione». Frattini si è detto sorpreso per la decisione su «una legge italiana che non è ancora legge, perchè il Parlamento sta decidendo sulla conversione del decreto» e ha aggiunto di non aver alcun imbarazzo a difendere la norma «che non è assolutamente diretta contro gruppi etnici o ispirata a motivi razziali, ma è ispirata alla semplice ed elementare ragione» di dare un documento e un’identità a chi non ce l’ha.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77041



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