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Un’operaia albanese di 35 anni, T.D., residente a Forlì, è ricoverata in gravi condizioni al centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena per le ferite subite in un incendio scoppiato in mattinata in un allevamento di conigli a Portico di Romagna, sull’Appennino forlivese, dove sono morti circa 10.000 animali.

La donna presenta ustioni di terzo grado su circa il 40% dell’epidermide. Secondo una prima ricostruzione, l’operaia era al lavoro in uno dei due capannoni dell’allevamento, di proprietà dell’azienda agricola ‘Eredi Farneti Daniele’, quando, attorno alle 7.45, sono improvvisamente divampate le fiamme. La donna ha cercato di guadagnare l’uscita, ma solo dopo aver subito gravi ferite. Soccorsa, è stata poi trasportata dall’Elimedica al centro specializzato cesenate.

Nel frattempo squadre di vigili del fuoco hanno iniziato la loro lotta contro le fiamme, ostacolati dal fumo tossico sviluppatosi nel capannone grazie anche alla presenza di materiale infiammabile. Solo dopo alcune ore il focolaio è stato spento, ma con la perdita totale di tutti i conigli, delle costose attrezzature (l’allevamento era completamente automatizzato) e di buona parte della struttura. Ancora da definire la stima dei danni, comunque ingenti. Sulle cause del rogo sono in corso accertamenti dei vigili del fuoco.

Migliorano, ma sono ancora attentamente monitorati dai sanitari dell’ospedale Maggiore di Parma, Elena Agnesini, 8 anni, e il papà Giovanni, 43 anni, rimasti feriti lunedì a Vecciatica di Monchio, nel parmense, dopo il ribaltamento del trattore su cui viaggiavano con la mamma Antonella Bresciani, 45 anni, e l’altra figlia Roberta, 5 anni, rimaste uccise nell’incidente.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78167



Assoedilizia gioca l’asso e cala il poker: un casinò a Villa Reale di Monza. Questa la proposta del presidente Achille Colombo Clerici che ha colto al volo la proposta lanciata dal sindaco di Monza, Marco Mariani, circa una settimana fa, di aprire una casa da gioco. Non solo, sembra che ci sarebbe anche qualcuno disponibile a farlo: il presidente del Casinò di Campione, che avrebbe espresso il suo interessamento per aprire una succursale del casinò proprio in Brianza. La proposta di Colombo Clerici, infatti, vede la casa da gioco come un deus ex machina che risolverebbe i problemi del territorio: «Oltre a risollevare l’economia del Comune, la scelta potrebbe rivelarsi strategica alla luce dell’esigenza di assicurare all’area baricentrica all’Expo un fattore propulsore della continuità di sviluppo. Bisogna puntare sul turismo se vogliamo che la macchina Expo funzioni veramente, e, in particolare su quello di lusso: non penso solo a un casa da gioco, ma anche a boutique, un grande albergo, un centro benessere. Un centro del lusso in un palazzo del XVIII secolo, sarebbe un gioiello unico al mondo».Ma c’è chi a lusso, lustrini, e poker preferisce la cultura, come l’assessore all’Educazione, ai Parchi e alla Villa Reale del Comune di Monza, Pierfranco Maffè: «Per la Villa Reale di Monza abbiamo altri progetti, di natura culturale – risponde secco -. Monza non ha certo bisogno di un casinò, e sulla Villa abbiamo altre idee e proposte».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284986



Carissimo Direttore, spiace che una persona intelligente come Beppe Del Colle si abbassi agli ordini di scuderia. Mi chiedevo cosa pensano nella redazione di Cinisello Balsamo. E ho provato a scriverlo, con affetto e una preghiera.Scrivo queste righe con una paura folle nel cuore: quella che il minculpop mi intercetti, scopra che non ho la tessera della repubblica sociale e possa inviarmi ai lavori forzati. Scrivo queste righe dopo aver passato un pomeriggio per le vie del centro: mi ha fatto bene. È bello passeggiare per queste strade sicure, dove l’integrazione con gli stranieri è perfettamente riuscita. Nemmeno la schiena mi fa più male, sono tornato a casa leggero: un piccolo rom mi ha preso il portafogli e poi è scomparso invisibile ai miei occhi e alla giustizia. Che caro bambino. Una volta si aiutavano gli anziani a portare la spesa, ora ho visto che gliela portano via e basta: evoluzione di una società sicura.Scrivo queste righe sapendo che la libertà di parola e pensiero è minacciata. Per fortuna sono riuscito a comprare un giornale «repubblicano» (per i ragazzi: a causa della censura fascista imperante non viene ancora regalato in tutte le scuole) per essere informato sull’andamento reale delle cose. E per acquistarlo ho rischiato forte: davanti all’edicola c’erano anche due soldati; non mi hanno sparato ma solo perché non mi hanno visto: si sa che i soldati se entrano in una città sparano ai cittadini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284892



eccetera