Ragaingle’s Weblog











La corsa verso la Casa Bianca di Barack Hussein Obama Jr. parte il 27 luglio 2004, ben quattro anni fa. A Boston durante la Convention democratica che incoronerà il poi sconfitto John Kerry, Obama viene scelto per il cosiddetto ‘keynote speech’. È un quasi sconosciuto senatore dell’Illinois. Ma in pochi minuti riesce a catturare l’attenzione di tutti con parole semplice e dirette che vanno al cuore delle persone. Parla innanzitutto delle sue origini, della sua famiglia che viene dal Kenia. Ma soprattutto dell’idea dell’America. Il paese delle opportunità, della speranza, due parole che diventeranno i caposaldi della sua scalata. L’uomo del ‘Yes, we can’, il primo candidato nero a presidente degli Stati Uniti però non è nato in Africa. Ha visto la luce nell’isola Hawaii, il 4 agosto 1961 quando i suoi genitori sono ancora all’università: lui è un keniota emigrato negli Stati Uniti per studiare, lei viene dal Kansas. A dir la verità la sua famiglia non è proprio un esempio. Quando Barack ha soli due anni arriva la separazione: il padre si trasferisce ad Harvard per completare gli studi, poi fa ritorno in Kenya e rivedrà il figlio in una sola occasione prima di morire nel 1982. La madre si risposa con un altro ex collega universitario, da cui avrà una figlia, Maya, nata quando la famiglia è a Giacarta. A 10 anni Obama torna ad Honolulu per ricevere una migliore istruzione. Viene cresciuto inizialmente dai nonni materni, in special modo Madelyn Dunham, la nonna 85enne che si sta spegnendo in questi giorni e per cui Obama ha bloccato per due giorni la sua campagna.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80321



Si chiama SS Dignity, come dire ‘aiuto-dignità’: è il nome della nave con ventisette membri d’equipaggio e passeggeri provenienti da 13 paesi che mercoledì mattina alle otto è arrivata a Gaza sfidando e rompendo l’assedio israeliano alla Striscia. europei e Usa ed esponenti palestinesi. Un successo per il comitato della Campagna Free Gaza che con queste azioni stile Greenpeace vuole rompere simbolicamente l’assedio imposto da Israele su un milione e mezzo di palestinesi costretti a vivere in condizioni precarie nella striscia di Gaza. La nave è salpata dall’isola di Cipro ed è attesa nel porto di Gaza. Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con attivisti internazionali, inclusa Mairead Corrigan McGuire Premio Nobel per la Pace nel 1976, tutti a bordo per chiedere a Israele e alla Comunità Internazionale la fine immediata del blocco a Gaza. Alcuni degli attivisti, che hanno portato a Gaza mezza tonnellata di rifornimenti medici e altri aiuti umanitari, difficilmente reperibili a causa delle chiusure della Striscia, cercheranno ora di raggiungere Ramallah mentre altri si tratterranno a Gaza per un mese. Il Segretario Generale del Palestinian National Initiative e membro del Consiglio Legislativo Palestinese, Mustafa Barghouthi, che era a bordo di SS Dignity ed è entrato nella Striscia di Gaza, ha ricordato il bisogno di unità del popolo e del territorio Palestinese: ‘Nonostante l’ingiustizia contro il popolo palestinese noi crediamo nella giustizia e continueremo a tentare di rompere l’assedio di Israele.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80418



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